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de-sign n.1
 
nome de-sign n.1
descrizione rivista mensile di comunicazione, design, media
anno 2001
articolo
design e aerodinamica
argomento
rapporto tra progettazione e ricerca aerodinamica
editore
autore ottorino piccinato
collaborazioni schizzi e rendering di pietro bassani
 
 
design e aerodinamica
de-sign pubblica un articolo di ottorino piccinato sul rapporto tra progettazione e ricerca aerodinamica
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copertina e pagine interne
   
 
   
 
   
 
   
   
  testo  
   

questo intervento non vuole essere un trattato sull'aerodinamica, ma semplicemente una riflessione, dal punto di vista di un designer, sull'innegabile influenza che l'aerodinamica ha avuto, e avrà sempre di più, nel processo creativo di un oggetto tridimensionale

in particolare, tale influenza si manifesta soprattutto in situazioni particolari, ma non per questo infrequenti, in cui l'oggetto è pensato come "mobile" e non "fisso"

in questo spazio desidero sottoporre all'attenzione di voi lettori il gran numero di tipologie di oggetti che, investiti da più o meno forti correnti d'aria, devono essere progettati anche in funzione di queste

beni di largo consumo sono concepiti anche in base ai principi fondamentali dell'aerodinamica

alcuni esempi? caschi, carrozzerie, occhiali, accessori per auto, moto e camion, abbigliamento sportivo, ventilatori, condizionatori, giocattoli

e la lista in futuro si allungherà senza dubbio, sia in funzione di nuove ricerche in questo campo, sia perché un oggetto "aerodinamico" potrebbe diventare apparentemente più performante e quindi gradito dall'utente finale

in questo caso il limite tra design, inteso come pensiero e progetto, e styling, inteso come stile della forma, diventa più difficile da individuare

e il pubblico, disorientato dalla crescente offerta di oggetti più o meno ispirati all'aerodinamica, rischierà di non capire la differenza tra design e stile

affrontando l'argomento, ho notato che la maggior parte dei progettisti di vetture da competizione (un punto di riferimento per gli studi sull'aerodinamica) ha avuto per decenni interesse verso i principi dell'aerodinamica prevalentemente per migliorare gli aspetti velocistici delle vetture, senza considerarne gli effetti sulla tenuta di strada

innanzitutto occorre precisare che un oggetto viene definito aerodinamico quando, in movimento attraverso quel particolare fluido che è l'aria, genera un basso impatto frontale, e, soprattutto, una ridotta zona di vuoto alle proprie spalle

infatti non si deve pensare che sia sufficiente progettare un oggetto a punta, o a cuneo, perché questo sia performante

quando è in movimento, l'oggetto genera una scia dietro di sé, all'interno della quale prevale una depressione d'aria, proprio per la sua rarefazione

l'oggetto stesso viene "aspirato" all'interno di questo vuoto, e la sua marcia risulta quindi rallentata

in definitiva, minore è la scia che un oggetto genera in fase di moto, maggiore sarà la sua efficienza aerodinamica

quindi, la forma ideale per un oggetto che deve muoversi nell'aria è un fuso, arrotondato nella parte anteriore, e molto allungato e appuntito nella parte posteriore, per evitare che si generino zone di depressione alle sue spalle

un fantastico esempio della genialità dello studioso americano norman bel geddes è un pullman disegnato nel 1939

la forma a goccia con-ferisce una certa aerodinamicità al bus, anche se gli effetti benefici di tale studio si avrebbero in spazi extraurbani, a velocità maggiori

inoltre il mezzo è particolarmente panoramico, elegante e razionale

da notare come la carrozzeria copra completamente le ruote, limitando eventuali vortici e turbolenze, che rallenterebbero la velocità del bus

nelle competizioni automobilistiche venivano molto usate le forme "a sigaro", fino agli anni sessanta

la carrozzeria è molto liscia e arrotondata in molti punti: ciò facilita anche l'impatto con il vento laterale che, incontrando dei fianchi curvi, riesce a 'sgusciare" dalla parte opposta senza eccessivi rallentamenti. notiamo, però che molti particolari sono lasciati scoperti e sporgenti: primo fra tutti, la testa del pilota, cui non fa seguito un adeguato raccordo allungato per imitare i vortici posteriori

l'aerodinamica era già sfruttata in campi non automobilistici

basti pensare che fin dall'inizio del xx° secolo si poteva volare

ciò era possibile perché una particolare forma aerodinamica asimmetrica, in seguito denominata "ala", era in grado di far sollevare da terra un oggetto più pesante dell'aria: l'aeroplano

quindi, sfruttando lo stesso principio, era possibile fare in modo che, rovesciando l'ala, un automobile venisse schiacciata a terra, aumentando in questo modo l'aderenza a suolo

è incredibile pensare che per intuire il principio del "rovesciamento" siano occorsi ben sessant'anni

il primo a farlo tu il progettista jim hall, costruttore delle chaparral sport

la chaparral è la prima vettura da competizione a gareggiare con un'ala rovesciata, che, schiacciando a terra la vettura, permetteva a questa di percorrere le curve ad una velocità maggiore, per la maggior aderenza delle gomme al suolo

per studiare gli effetti dell'aria sull'avanzamento, portanza e deportanza degli oggetti, si usano le gallerie del vento

l'aria viene spinta contro l'oggetto, e i suoi mutamenti di direzione, velocità e pressione vengono evidenziati da scie di fumo, come nel caso della vettura qui a lato

oggi numerosi oggetti entrano n galleria del vento, e lo saranno sempre di più in futuro

per raggiungere la massima velocità, uno sciatore impegnato nel chilometro lanciato deve trovare la posizione ideale, e munirsi di attrezzature disegnate in modo da creare la minor quantità di turbolenze possibili

ecco che caschi, tute, scarponi e sci vengono progettate specificamente per ottenere particolari prestazioni

anche lo sciatore di tutti i giorni può essere influenzato da tali esasperazioni nella scelta della propria attrezzatura

ecco che la tuta, liscia, attillata, pur conservando un minimo di prestazionalità velocistica, si trasforma in un oggetto di moda, conferendo all'aerodinamica il luogo di scelta stilistica, più che tecnica

l'utenza femminile potrà richiedere che le prestazioni tecniche sposino sempre di più concetti che riguardano il fashion e lo stile

a partire dagli occhiali, aerodinamici per look e non per prestazioni, per finire agli scarponi che, in futuro, potrebbero presentare meno sporgenze ed essere quindi indossati più volentieri come capo da esibire e non solo da usare

resta il fatto che, moda o aerodinamica, restano irrisolte molte problematiche relative al confort, soprattutto quando gli scarponi sono usati per camminare

nell'ambito delle attività progettuali della scuola italiana design, ogni anno viene organizzata una competizione che vede come progettisti e partecipanti tutti gli studenti della scuola

si tratta di percorrere quindici metri con un mezzo progettato e costruito senza ricorrere a kit di serie, utilizzando le tecnologie più disparate. dell'alluminio al kevlar, dalla vetroresina alla fibra di carbonio, i designer della scuola ogni anno si sfidano, ricercando anche nel campo dell'aerodinamica

la scuola italiana design ogni anno organizza dei workshop di una settimana, durante i quali gli studenti si impegnano tutto il giorno a rispondere a brief specifici su temi sempre diversi

nell'ambito di un workshop sono state presentate alcune proposte per un suv (sport utiliy vehicle), con marchio alfa-romeo

l'idea era quella di sperimentare delle forme, puramente come stile, senza prendere in esame troppi parametri tecnici, proprio per favorire la creatività. ecco che nascono disegni, bozzetti, rendering di vetture che strizzano l'occhio all'aerodinamica, utilizzandone i principi pii come stile che come funzione. spoiler, alettoni, minigonne, sono inserite per dare al veicolo un look aggressivo, non certo per dare i migliori risultati in galleria

anche una tranquillo e pacifico cart per il golf può essere progettato con una veste aerodinamica

anche in questo caso, il look prevale sulle prestazioni, e, seppur non necessarie tecnicamente, molte curve e superfici ricordano profili alari

il modello è stato progettato e realizzato in scala 1:5 da gentile, morello, mucchietto e simeone, docenti dell'orto e piccinato

quindi, per concludere, design e aerodinamica saranno sempre più protagonisti nell'evoluzione dello stile degli oggetti che studenti e professionisti presenteranno alle aziende

a volte sarà prevalente lo studio tecnico, con le ricerche in gallerie e il calcolo dei flussi, mentre in altre occasioni, forse le più frequenti, si opterà per forme che utilizzano l'aerodinamica solo per una scelta stilistica