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disegno n.4
 
nome disegno n.4
descrizione rivista mensile di tecnica e creatività
anno 1986
articolo
laser 125, progetto per un enduro
argomento
articolo che descrive il progetto della prima moto da enduro della ancillotti
editore
esse
autore fabrizio latini, ottorino piccinato
 
  laser 125, progettare un enduro  
   
  l'articolo descrive l'iter completo del progetto, dall'incontro con l'azienda fino alla presentazione del prototipo della laser 125, prima enduro di ancillotti, al motor show di bologna

il progetto della laser 125, che comprende anche la realizzazione del logo laser e del logo ancillotti, è stato realizzato dallo studio milano los angeles, fondato da fabrizio latini e ottorino piccinato
 
   
copertina e pagine interne
 
   
 
   
 
   
   
  testo  
   
quale appassionato di motocross non ha sentito parlare di casa ancillotti?

sorge sperduta tra la campagna toscana alla periferia di firenze, ma la sua ruggente moto in pista ha reso celebre il suo nome

presente ogni anno al motor show di bologna con i classici modelli 50 e 125 cross venduti in tutto il mondo e ricercati per le sue ottime prestazioni, la casa vanta ben 15 titoli italiani in 13 anni di gare

erano gli anni d'oro, per la casa fiorentina quanto per tutti i produttori di mezzi da cross

legati a doppio filo ad una rabbia dei giovani per un mondo che non volevano accettare, dimesso e borghese, ordinato e silenzioso, al ritmo di un rock straziato, la violenza nelle strade, e la moto da cross, più smarmittata e sfondatimpani possibile i tempi cambiano, le contestazioni sfumano, la rabbia rientra

dalla tradizione americana si impone la moto dalle caratteristiche e diametralmente opposte; verrà poi contraddistinta come moto enduro: il grande business degli anni '80 dal rombo tracotante, le gocce di olio nella schiena, le impennate selvagge, gli ammortizzatori chilometrici; si impone viceversa sempre la postura autoritaria, con il manubrio largo, la sella alta, la ripresa mozzafiato, il tutto però all'insegna della grazia, l'estetica, il rumore sommesso ed il conforto della tecnologia (avviamento elettrico compreso)

le case devono convertire la produzione, ed in fretta i giapponesi partono alla grande, e travolgono la tradizione e l'affidabilità italiana

tutto quello che le case italiane avevano superficialmente tralasciato va ora messo in priorità assoluta: comfort, estetica e accessoristica in primo piano

l'ancillotti inquadra il problema, e nella piena coscienza dei propri limiti in ricerca estetica, si affida allo studio milano los angeles studio design per la progettazione del primo enduro made in ancillotti

sin dai primi approcci appare evidente l'importanza di valorizzare le eccezionali doti della meccanica del cross

sotto una nuova veste estetica, si celeranno quasi invariate le caratteristiche tecniche frutto di anni di esperienza nelle competizioni

dato ciò come postulato, il resto è tutto da inventare. da una attenta ricerca di mercato, appaiono evidenti gli aspetti che il consumatore richiede siano soddisfatti

lo studio individua nella richiesta di comfort, unita ad una certa natura selvaggia i due aspetti contrapposti salienti

si tenta di spingere entrambi ai limiti

come dicevamo, il lato tecnologico, a livello di potenza e resistenza su terreni disagevoli, non ha nulla da invidiare alla più potente e resistente moto esistente in commercio

dal lato della godibilità e confort, si tenta di introdurre accessori nuovi, che favoriscano un uso migliore in ambienti cittadini, o nel caso di viaggi a lungo raggio

in tale senso si decide di introdurre, ad esempio, un bauletto portaoggetti, nella parte posteriore della sella, o anche di utilizzare la porzione superiore del serbatoio sempre come vano portaoggetti, documenti, carte geografiche

la linea si imposta sui canoni classici che si vanno imponendo nel settore, pur strizzando l'occhio ad una carenatura decisamente intraprendente, nel tentativo, peraltro riuscito, di trovare argomenti estetici coordinatori che mettano in comunicazione tra di loro elementi strutturali usualmente abbandonati individualmente ad una propria trama stilistica

viene così lanciato un invito di sequenzialità dal serbatoio verso la mascherina anteriore portafaro, così come le alette laterali convoglia-aria si interpongono a congiungere cromaticamente il serbatoio ancora e il parafango anteriore

la sella d'altronde raccoglie senza soluzione di continuità e prosegue dal proprio canto il motivo impostato dal paraginocchia

il serbatoio viene predisposto per grandi capienze (12 litri per il 50, 18 per il 125), tale da prestarsi adatto tanto a «raid africani», quali il «rally dei faraoni» o la «paris-dakar», quanto a viaggi a lungo raggio

tanto quindi il fuoristrada d'avventura, quanto un uso puramente stradaiolo

ancora nell'impostazione estetica, vengono forzati alcuni percorsi visivi di comunicazione a prima vista, a scapito di dettagli e organi meccanici veri, su cui lo sguardo non deve posarsi

a tale scopo il fianchetto di raccordo dal portanumero al parafango posteriore è volutamente stato previsto colorato in blu scuro, per renderlo meno visibile

non ci si è serviti del colore grigio, colorazione in genere riservata a parti meccaniche meno nobili (carenatura sottomotore, portatarga posteriore)

dalla fase di impostazione teorica alla applicazione pratica di elaborati grafici, la difficoltà maggiore è emersa dalla mancanza di disegni tecnici precedenti

la qualità velocistiche erano maggiormente seguite piuttosto che la cura di una linea estetica che risultasse accattivante

era il modellista ad eseguire il modello in legno con la consulenza dell'ingegnere, che aveva precedentemente messo a punto il telaio, il motore ed il rimanente della ciclistica della moto, al quale veniva concessa una certa libertà di azione estetica

così si poneva il problema per lo studio di instaurare un metodo di comunicazione con i tecnici e il modellista

vista l'assenza di precedenti disegni tecnici, si è optato per una comunicazione di schizzi-rendering soddisfacenti per la visione d'insieme dell'oggetto da numerosi punti di vista

una grande serie di tavole a colori, non quotate, ma comunque comprensivi di precise connotazioni dimensionali e tecniche

il tutto integrato da un modello in scala reale in polistirolo con la tecnica delle centine orientate nei tre assi cartesiani, costruito direttamente sul telaio della moto definitivo

in tale via si sarebbe ottenuta senz'altro una comunicazione più immediata ed efficace, che non con una serie di sezioni più difficili da eseguire e sicuramente meno leggibili visivamente

da foto del modello in polistirolo, fotocopiate ed ingrandite, è stato possibile ampliare ancora la serie di disegni di tipo illustrativo, questa volta su basi di proporzioni e dimensioni esattamente corrispondenti al reale

con questo sistema si riesce ad ottimizzare il risultato finale perfezionando soprattutto i particolari come il raggio di arrotondamento mantenuto costante in più parti della carrozzeria

naturalmente per la plasmatura del prototipo non si è lavorato solo sulla base degli schizzi, ma anche su precisi concetti antropometrici ed ergonomici, come ad esempio lo studio della postura del motociclista in proporzione alla larghezza della sella, del manubrio, la distanza corpo manubrio e la possibilità offerta da un giusto rapporto di angoli fra sedile-pedivelle e comandi vari per adattarsi a guidatori di diversa altezza come lo sono i fruitori di una enduro 125

per assicurare le doti di potenza che ci si prefiggeva, l'ancillotti stabilì di adottare il motore della ditta tau, italiana, potente e affidabile al contempo, da poter essere agevolmente manovrato anche dal guidatore meno esperto

l'adozione del raffreddamento a liquido ha determinato una serie di importanti conseguenze funzionali ed estetiche

in primo luogo la previsione di due alette convogliatrici laterali, con un logico inserimento estetico nel serbatoio, ma che si potessero anche asportare per consentire l'estrazione del serbatoio

l'opportunità di agevolare le operazioni di manutenzione del motore ed altri organi meccanici è stata offerta da un accurato esame dei pezzi coinvolti e dai loro incastri e cerniere col telaio portante

anche questi disegni sono stati realizzati per lo studio di tutte le curve e raccordi sotto forma di linee rette che tendessero all'arco di cerchio in maniera appena percettibile, per dare un certo senso di bombatura per illusione ottica

questi disegni sono stati presentati all'azienda a pennarello pantone e corretti con colpi di luce mediante gessetti e tempera bianchi

la simulazione degli smussi e delle curvature era molto importante per rendere fedelmente i riflessi dati dalla eccezionale brillantezza del serbatoio e degli altri componenti della carrozzeria, garantita dall'uso della vetroresina, iniettata con una tecnica piuttosto innovativa negli stampi

nei primi disegni non sono stati messi in risalto tutti i particolari dei vari agganci anche se lo studio milano los angeles ha effettivamente elaborato diversi sistemi su disegni quotati forniti alla casa in un secondo tempo

ritornando al motore, questo è stato studiato con particolare attenzione alla sicurezza per potenza e continuità delle prestazioni

per questo motivo è stato approntato un sistema antigrippaggio con controllo elettronico di avviso in mancanza d'olio

questo sistema è collegato ad una spia sul cruscotto messa in posizione predominante rispetto alle altre

studiato in collaborazione con la veglia-borletti il cruscotto è caratterizzato da due strumenti grandi, tachimetro e contagiri, e da uno più piccolo al centro per il livello della benzina

ci sono poi dieci spie diverse per i vari servizi, il tutto concentrato in un pannello di materiale plastico nero opaco coperto e sigillato da una lastra trasparente antiriflesso, molto più somigliante ad un cruscotto automobilistico tanto è attrezzato e completo

i disegni forniti all'ancillotti sono stati eseguiti con tecniche miste, pantone, penne punta fine, gessetto bianco spalmato con gomma per simulare al meglio la trasparenza del vetro

per la veglia sono stati approntati una serie di lucidi quotati per l'esatto posizionamento di strumenti e spie

sempre restando nella zona manubrio, lo studio ha presentato una novità assoluta nel settore fuoristradistico: lo studio dei paramani con frecce direzionali incorporate, il tutto retrattile in caso di caduta, per concentrare in un unico oggetto due funzioni differenti e per riprendere la linea generale della moto

anche le frecce posteriori sono state inglobate nella carrozzeria evitando ogni rottura; unico oggetto sporgente risultano quindi gli specchietti

i disegni relativi alle frecce sono stati fatti tono-su-tono, ossia prendendo un foglio precolorato del colore della carrozzeria e giocando con matita azzurra, tempera gialla, pennarello arancione e bianco coprente posca

il serbatoio è sdoppiato in due parti e colorato in maniera differente per segnalare visivamente la scomponibilità delle parti

per poter correggere eventuali curve non perfette dei primi schizzi, i disegni successivi sono stati ricavati da fotocopie ingrandite in bianco e nero, per non creare confusione per la sovrabbondanza di colori della parte in esame

come tocco definitivo della modellazione della carrozzeria è stata la mano abile del modellista lanini, proveniente da una pluriennale esperienza presso la piaggio che ha materializzato il modello in legno in scala reale, seguendo in parte le indicazioni dei disegni, in parte la verifica delle dimensioni del modello eseguito in polistirolo espanso presso i laboratori dello studio milano los angeles, in parte dallo studio delle tavole ergonomiche, sezioni, ecc.

dopo tutta la fase di schizzi e visioni prospettiche, lo studio si è preoccupato di proporre all'azienda più versioni di uno stesso modello

a questo scopo è stato realizzato un lucido con le principali misure delle parti da tenere fisse giocoforza (telaio, motore, ruote...); dalle eliocopie su cartoncino sono stati ricavati diversi disegni a pennarello, carboncino, bianco posca per i riflessi e acetato adesivo per le superfici particolarmente lucide e riflettenti

i modelli differivano per gli optional, ad esempio per l'adozione o meno del bauletto portaoggetti estraibile, o in base alla presenza di una strumentazione più o meno ricca

il modello più rallystico è dotato di strumentazione minima, frecce piccole, ed altri accorgimenti per alleggerirla

questo modello doveva caratterizzare maggiormente l'immagine corsaiola della casa toscana; i colori sono ritornati al giallo-azzurro tradizionali ancillotti in alternativa al bianco, blu rosso del modello base

lo studio ha realizzato anche il logotipo «laser 125» colorato in nero e rosso su fondo bianco da apporre al fianchetto convogliatore d'aria

ha inoltre progettato il nuovo marchio e logotipo dell'ancillotti sopperendo ad un problema di immagine che da anni affliggeva la casa

marchio e logo sono inserite in unico disegno per non costringere l'osservatore casuale a memorizzare due simboli differenti: una parte della «n» completa la «a» iniziale quando questa è vista da sola, ma ritrova la sua naturale collocazione nel logo quando la scritta «ancillotti» è completa

anche in questo caso duplice colorazione, bianco-rosso-blu e giallo-azzurro

in previsione di una massiccia campagna pubblicitaria sono stati approntati postumi alcuni bozzetti che esaltassero prevalentemente la linea della moto rispetto alla parte tecnica che, tutto sommato, ha subito poche variazioni rispetto al modello cross

le tavole sono state realizzate sul cartoncino schoeller perché resistente all'acqua di tempera ed acquerelli, usati in trinomio con letra-jet per le sfumature, il tutto spalmato a grosse pennellate per trasportare il materiale colorato da una parte all'altra del foglio con striature multicolori su base rosso, arancione viola

altre tavole, volte a simulare un'immagine fotografica in controluce molto contrastata, sono state disegnate con bianco, azzurro rosso su cartoncino nero

ora che la «laser 125» è uscita sul mercato, lo studio milano-los angeles continua a porsi l'interrogativo: quale futuro per la enduro, moto tuttoterreno, mezzo dei giovani?

una volta raggiunto un certo standard stilistico si può disegnare qualcosa senza essere banalmente ripetitivi, migliorando magari in modo rilevante le qualità prettamente tecniche di un modello, oltre che quelle puramente estetiche?

lo studio accetta la sfida e propone un modello di enduro, studiato in funzione di quelli che saranno gusti ed esigenze degli anni novanta

tra i componenti riprogettati posto d'onore spetta al motore, disegnato a due cilindri in linea in posizione orizzontale per lasciare spazio ad un serbatoio in posizione ribassata, ottenendo un baricentro basso e costante in ogni circostanza

la forcella anteriore è sostituita da uno scatolato rigido che lavora su di un unico gruppo molla-ammortizzatore con la ruota posteriore; il tutto per ottenere una gamma infinita di variazioni d'assetto sia per la città che per percorsi fuoristradistici particolarmente accidentati

una moto quindi potente, versatile, una moto per tutti senza limitazione di sesso ed età
   
   
  didascalie  
   

- nuovo modello enduro «laser 125» presentato al motor show in due differenti versioni su progetto del milano-los angeles studio design

- rendering finale: vista laterale; i colori del «50» differiscono dal «125» nel fianchetto e nel bauletto

- primi schizzi di fattibilità per i vari elementi della carrozzeria con l'impostazione di curve a largo raggio per creare una bombatura mediante illusione ottica

- vista laterale e di tre quarti della carrozzeria, in particolare della mascherina portafaro

- nuovo tipo di paramani con freccia incorporata e studio ergonomico-antropometrico

- fotocopia ritoccata di un disegno per studiare i particolari della zona comandi

- nuovo logotipo della ancillotti e della scritta laser per tutta la serie di modelli enduro 50 e 125

- bauletto portaoggetti estraibile e due diversi studi per il cruscotto a strumenti analogici con diverse spie di servizio

- bozzetto in controluce del manifesto per la campagna pubblicitaria e nuovo progetto di enduro con motore orizzontale 600 cc. 4 tempi e monoammortizzatore orizzontale