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disegno n.11
 
nome disegno n.11
descrizione rivista mensile di tecnica e creatività
anno 1988
articolo
gioco e design
argomento
articolo di sei pagine che descrive il design di prodotti giocosi eseguiti dallo studio
editore
esse
autore ottorino piccinato
 
  gioco e design  
   
  l'articolo descrive alcuni progetti eseguiti su giochi e giocattoli e su oggetti dall'aspetto o l'uso ludico e divertente  
   
   
   
copertina e pagine interne
   
 
   
 
   
 
   
   
  testo  
   

come insegna la psicologia, il bambino si gratifica col gioco, così come dovrebbe essere per l'adulto col proprio lavoro

purtroppo non sempre mestieri e professioni seguono le inclinazioni dell'individuo

fortunatamente anche tra il caos cittadino e lo stress quotidiano c'è comunque possibilità di divertirsi

la professione del designer è una di quelle che, se ben sfruttate, in alcune occasioni offre notevoli opportunità di unire, come si suol dire, l'utile al dilettevole. l'industrial designer deve avere cognizioni di meccanica, di ergonomia, di materiali plastici e metallici, deve passare diverse ore al tecnigrafo, dai modellisti, presso le industrie e, soprattutto, deve amare il proprio lavoro

ed è proprio amando la professione che si riesce a servire il cliente, appagando anche il proprio gusto nel fare qualcosa che coinvolga il progettista a tempo pieno, proprio perché il lavoro non viene visto come un'imposizione dall'alto ma come un desiderio innato di creare nuove forme, nuovi modo di vita

creare, immaginare, desiderare che altri godano del piacere di sfruttare una propria realizzazione, sia che questa sia destinata al tempo libero che all'uso quotidiano, inventata per i piccoli e per i grandi

da qui nasce l'interesse di disegnare oggetti che facciano sorridere e dimenticare anche per qualche istante lo stress giornaliero

ed è il gusto nel fare ciò è immenso: ci si interroga, con la matita in mano e un modellino sul tavolo, su cosa penserà chi utilizzerà il prodotto della propria fantasia

si comincia a fantasticare, a sorridere, a trovare mille e una soluzione al problema, e da tutto questo lavoro non nasce un oggetto singolo, ma le soluzioni si accavallano, si pensa alla serie completa, ci si mette nei panni dell'utente finale

sarà un bambino? bene, con l'immaginazione si sta già giocando con lui e con i suoi amichetti, ci si diverte a tornare indietro nel tempo, a far riaffiorare vecchi ricordi, vecchie emozioni

e se il prodotto è destinato all'ufficio, alla catena di montaggio, al marciapiede dell'isola pedonale? meglio ancora, saranno in molti a goderne, e questo certo non dispiace a chi progetta per la media e grande serie

approfittare dei momenti di libertà per creare nuovi oggetti con stile ludico permette di creare forme che molto probabilmente non sarebbero mai state concepite seguendo l'iter creativo usuale, secondo il quale un attento studio dei materiali, basi conoscitive di carattere ergonomico ed una chiara visione della funzione che dovrà esercitare il prodotto finale, generalmente prevaricano, o per lo meno condizionano, l'apporto creativo del progettista a tutto ciò che scienza e tecnologia impongono

non si pensi comunque che un prodotto di fantasia, libero da condizionamenti di carattere biotecnologico e di mercato, non possa perfettamente inserirsi in un catalogo o in una collezione ad un certo livello, naturalmente con gli accorgimenti opportuni, atti a far sì che l'oggetto non rimanga un prodotto d'elite ma venga comunque prodotto in grande serie o semplicemente utilizzato per scenografie teatrali o cine-televisive, od inserito nell'arredo urbano, nell'arredamento di un negozio o di una mostra ad uso di tutti

in questo modo gli spazi in cui un designer può operare si allargano sempre di più, e se più professionisti seguissero questa strada per uscire dalla monotonia del solito oggetto ben "disegnato", probabilmente la figura del designer verrebbe maggiormente valorizzata e non solo abbinata, come succede in massima parte, alla creazione di sedie, tavoli e poltrone "per pochi"

   
   
  didascalie  
   

- il bambino si gratifica col gioco: molte industrie del campo dolciario affidano a studi di design la progettazione di veri e propri giochi in miniatura che riproducono in piccole dimensioni un evento sportivo, uno spettacolo teatrale, una riduzione in piccola scala di giochi per adulti. lo studio "piccinato design", con sede in cinisello balsamo (mi) tel. 02/6128062, ha recentemente ultimato la progettazione di diversi giochi per ragazzi di età scolare da inserire nelle confezioni a "scatola di fiammiferi"

il basket, le stunt-car, il mini-periscopio, il "corri-in-campo del mulino" sono solo alcuni esempi di come per un designer sia possibile avvicinarsi con divertimento e partecipazione al mondo dei bambini, con la stessa professionalità che un progetto richiede, come il calcolo degli investimenti per gli stampi e la realizzazione grafica finale

- la professione del designer è una di quelle che, se ben sfruttata, in alcune occasioni offre notevoli opportunità di unire l'utile al dilettevole

infatti anche tra il caos cittadino e lo stress quotidiano c'è comunque possibilità di divertirsi: è questo il caso dell'appendiabiti "fulmini!", per il quale il progettista, libero da condizionamenti esterni, ha potuto dare sfogo alla propria immaginazione, giocando col proprio progetto, e portando un pezzo di cielo sulla terra

l'espressione attonita dei passanti durante una ripresa dello spezzone pubblicitario denota come sia inusuale in questi tempi collocare un oggetto al di fuori del suo habitat naturale (una boutique nel centro di brera), inducendo dapprima allo stupore e, purtroppo solo in alcuni, al sorriso

sempre di ambientazione stradale l'appendiabiti "street", destinato all'arredo di camerette per ragazzi

foto ruben bena

- l'interesse di disegnare oggetti che facciano sorridere e dimenticare anche per qualche istante lo stress giornaliero fa sì che si inventino nuove forme tratte dai ricordi infantili; basta prendere un sole, immaginarlo come un orologio, e il tutto può trasformarsi in un camino, "time passes", in cui il simbolismo del focolare domestico, al centro della casa, è presente in ogni momento della giornata, col tempo scandito da lancette di pietra, che dividono il camino dalla zona di seduta e dal vano per la legna

- approfittare dei momenti di libertà per progettare nuovi oggetti con stile ludico permette di creare forme che molto probabilmente non sarebbero mai state concepite seguendo l'iter creativo usuale

un esempio di ciò che si può fare all'interno dello studio "piccinato design" è dato dal packaging per la penna "molly-sport" (selezionata al premio seibu-tokio), per il quale il progettista si è immedesimato nello spettatore in tribuna di una manifestazione sportiva: ogni singola confezione, relativa al singolo sport, è separabile dal resto e confezionata con sette penne uguali, per sei sport diversi. lo stesso dicasi per il "cubogioco", un contenitore che, aperto, si trasforma in uno spazio per il gioco dei bambini di età prescolastica, e chiuso funge da pouf e da scatola contenitore

foto tama studio

– creare, immaginare, desiderare che altri godano del piacere di sfruttare una propria realizzazione sia che questa sia destinata al tempo libero che all'uso quotidiano, inventata per i piccoli e per i grandi: tutto ciò per ottenere, come progetti finali, oggetti molto diversi tra loro. il semplice e umile cestino gettarifiuti "vedimi" (selezionato per la rassegna omnibook) è visto anche in chiave ironica come "spazzino","giambo", "omino", "papera", tutti insieme allegramente verso la strada del pulito

dalla massaia al "paninaretto" invece per la lavagnetta con un'infinità di optionals fra cui il porta-walkman, il minitecnigrafo, la luce direzionabile: l'oggetto è qui raffigurato nella sua versione come prototipo in legno, eseguito dal modellista madella della lamm